Anticipazioni anno 2024

La <<leggenda>> di D’Annunzio, del <<superuomo>> che sfida ogni legge perché ritiene che tutto gli sia dovuto e che tutto gli sia lecito, nacque da un terreno equivoco dove vita e letteratura, realtà e apparenza, si scambiano continuamente le parti. Il risultato è che la sua biografia, a considerarla globalmente, appare come minata all’interno da un vizio d’origine: la confusione che in essa regna tra l’uomo D’Annunzio e il <<personaggio>> che egli volle rappresentare sulla scena del mondo. Così, anche quando i fatti da raccontare sono incontrovertibili, in chi deve esporli si insinua fatalmente il sospetto che essi siano da attribuire non tanto ad un individuo realmente vissuto quanto all’eroe di un romanzo. Ma la vita e l’arte di Gabriele D’Annunzio trovano il loro fascino maggiore proprio in questa esistenziale ambiguità che le caratterizza. Una ambiguità che si riscatta nella malinconia, che fu sempre l’inseparabile compagna del poeta. Non a caso, a chiusura del Libro segreto, che è il testamento estremo di uomo e di artista, egli pose questi quattro versi ritrovati in un foglio volante che recava la data del 9 marzo 1902: <<Tutta la vita è senza mutamento. -Ha un solo volto la malinconia. -Il pensiero ha per cima la follia. -E l’amore è legato al tradimento>>.
Ma poi bisogna andare a IL FUOCO
Tipica espressione del dannunzianesimo, si fa apprezzare per il linguaggio impiegato, ricco, duttile, preciso, lontano dall’odierna standardizzazione televisiva e per lo stile carico di metafore, visioni e simboli, specchio di una cultura genuinamente classica.
Molti apprezzano, nel romanzo, più la seconda parte che la prima, più i momenti di malinconia e di ripiegamento che non l’esaltazione dionisiaca, io invece ho trovato assolutamente travolgenti le prime cinquanta pagine del romanzo, che si distinguono per impeto, energia e anticonformismo.
C’è in D’Annunzio la capacità, abbastanza estranea alla tradizione letteraria novecentesca, di esprimere sentimenti “positivi”, quali l’entusiasmo, la grandezza, la potenza. Lo fa talvolta con iperboli pacchiane, ma prevale quasi sempre, a mio giudizio, una visione ampia delle cose e della vita, tipiche dello scrittore di genio.
Una benefica, megalomane, narcisistica sfrenatezza attraversa il libro; le pagine di palpitante erotismo si alternano al dispregio dell’angustia dell’esistenza comune; soltanto il culto della Bellezza può vincere le miserie, le inquietudini e il tedio dei giorni comuni, il bisogno e il dolore. 
Il superuomo dannunziano non è tuttavia sempre attività, baldanza, sicurezza; alla luce subentra spesso l’ombra, rendendocelo più umano e amabile.
Il romanzo, quando uscì, suscitò polemiche per quello che veniva considerato come un irriverente ritratto della Duse. Fu tuttavia la Duse stessa a difendere D’Annunzio dichiarando:
“… Conosco il romanzo e ne ho autorizzato la stampa, perché la mia sofferenza, qualunque essa sia, non conta, quando si tratta di dare un altro capolavoro alla letteratura italiana. E poi, ho quarant’anni… e amo!” 
Eleonora Duse, la divina. La donna più importante per Gabriele? Senz’altro Gabriele l’uomo più importante per Eleonora l’amore unicum! Eleonora muore a Pittsburgh il 21 aprile 1924. Una vita, quella di Eleonora, dove il teatro non è recita e dove il vissuto può essere palcoscenico. Matilde Serao chiude il necrologio così: Si può dire che essa recitava come i fiori profumano, come risplendono le stelle, come cantano gli uccelli.
Anticipando il centenario nel 2024. Un anno, il 2024, dedicato e articolato in tutto il ‘900. Senza Gabriele ed Eleonora quale ‘900 avremmo mai potuto avere?
Viene tracciato, quindi, il percorso letterario, storico e antropologico che Terra dei Padri intende seguire nel 2024 in una lettura comparata del ‘900 italiano, europeo e mediterraneo aprendo anche al teatro e alle arti iconiche. Un filo conduttore che viene consolidato dalle iniziative finora intraprese con la collaborazione e partecipazione attiva di istituzioni ed associazioni, confermando la presenza confortante di figure autorevoli in diversi ambiti culturali internazionali. I prossimi mesi saranno dedicati ad incontri con gli istituti scolastici per approfondimenti e argomentazioni sulla tematica del 2023.

Franca De Santis , presidente Terra dei Padri

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