Io sono un semplice cittadino, lui è un politico!

Un operaio perbene ci fa riflettere  – Luca Campana, trentuno anni, moglie e due bambini piccoli, la notte di capodanno era ad una festa della Pro Loco di Rosazza, un paesino di un centinaio di abitanti nel Biellese, il cui sindaco è la sorella del sottosegretario di Stato al Ministero della Giustizia onorevole Andrea Delmastro Delle Vedove.

Alla festa per festeggiare il nuovo anno è presente anche un collega di partito, Fratelli d’Italia, del membro del governo Meloni, l’onorevole Emanuele Pozzolo, nato a Vercelli, trentanove anni, laurea in legge all’Università di Pavia.

Pozzolo arriva armato alla festa, fatto, di per se, insignificante.

Altrettanto insignificante, onestà intellettuale e rispetto dell’etica nello scrivere mi obbligano a dichiararlo con forza, la presenza del Sottosegretario. 

In quel locale vi erano molte persone, anche bambini piccoli, solo chi ha sparato e, nel caso non fosse il legittimo proprietario della pistola, fatto che appare sempre meno probabile dalle ricostruzioni giornalistiche che si possono leggere, lo stesso proprietario dell’arma che avrebbe permesso a qualcuno di maneggiarla con, i fatti lo dimostrano, gravissima incuria.

Grave, invece, il fatto che l’onorevole Pozzolo abbia estratto la sua pistola e, ad oggi si ritiene totalmente accidentalmente, dalla stessa sia partito un proiettile che ha ferito ad una coscia Luca Campana.

Fatto gravissimo, questo parrebbe dalla lettura dei quotidiani, il dover prendere atto che lo stesso onorevole Pozzolo abbia cercato di dissimulare la dinamica che ha causato realmente l’incidente, il ferimento.

Addirittura, questo parrebbe dalla lettura di alcune testate, abbia tentato di far ricadere la responsabilità dell’evento sullo stesso giovane ferito.

Ancor più grave che, di fronte ad un evento così estraneo alla tutela dei diritti di opinione politica, il parlamentare di Fratelli d’Italia parrebbe essersi, in una prima fase, trincerato dietro le proprie tutele di parlamentare.

Luca Campana arriva a formare la propria decisione di querelare l’onorevole solo dopo ben quattro giorni e dichiara, per spiegare questa attesa, al Corriere della Sera “Io sono un semplice operaio e lui è un politico”.

In questa frase vi è tutta la tragedia italiana.

Un cittadino, un elettore, un marito, un padre, un lavoratore alla domanda sul perché ha aspettato quattro giorni per chiedere alla magistratura di tutelarlo dopo che qualcuno gli ha sparato, gli ha sparato davanti ad altre persone, dice “lui è un onorevole”.

Praticamente afferma “io ho paura che la giustizia preferisca tutelare l’onorevole a me che sono stato ferito”.

Non è importante se questo timore sia “fondato”, in questo caso, questa è la mia opinione, mi sento di escluderlo, l’elemento che deve costringere le forze istituzionali tutte e gli intellettuali a farsi delle domande è il “sentimento di ansia” che Luca Campana sembrerebbe esplicitare in quella sua affermazione.

Un operaio che, questo si nota dalle sue dichiarazioni, non intende “cavalcare” a suo favore quanto gli è accaduto. Una persona che, questo parrebbe, si definirebbe “una persona per bene”.

Una persona che, sempre alla stampa, dichiara “è stato un fatto accidentale”, ma allorquando gli viene domandato da un giornalista di La Repubblica se temesse ritorsioni sul posto di lavoro replica: “Per fortuna oggi in procura, su questo, mi hanno molto rassicurato”.

“Teme ritorsioni”? “Sul posto di lavoro”?

Perché dovrebbe temerle?

Perché lui, colui che ha subito il ferimento, dovrebbe aver “paura”?

Non di certo perché, questo è ai fatti di oggi, si possa nemmeno lontanamente pensare che l’onorevole Pozzolo sia un criminale, banalmente è un “politico” e, nell’Italia di oggi, si ha “paura” del “potere istituzionale”.

Neanche fossimo in una “autarchia”!

Oggi i parlamentari, questo permette una legge sbagliata, sono dei “nominati” dai “potenti” nei singoli partiti.

In Fratelli d’Italia, lo dimostrano i fatti, da Giorgia Meloni e sua sorella Arianna coadiuvate da qualche parente e da qualche amico stretto.

Se l’onorevole Pozzolo, un uomo che ha fatto una “stupidaggine”, una grave stupidaggine, ma che di certo non è un “assassino fallito”, un uomo che, però, non ha il senso delle “proprie responsabilità, tantomeno ha il senso che il suo ruolo lo deve costringere a comportamenti adamantini, se questo uomo è un “onorevole”, questo sì, la “colpa” è di chi lo ha “nominato”.

La nostra Costituzione, sempre dichiarata la “più bella del mondo”, recita nell’articolo 1 al comma 2 “ La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione”.

“Forme e limiti”, forse, visti certi fatti, migliorabili.

Nel frattempo, potrebbe essere assai utile per la nostra Patria, che chi ha il potere di “nomina” lo eserciti molto meglio. 

Magari scegliendo persone meno “suddite” e più rispettose del ruolo che, sempre pro tempore, concetto che vale sempre per tutti in una democrazia, sono chiamate a svolgere.

Da “cittadino semplice” ringrazio, nel porgergli gli auguri di pronta guarigione, il signor, operaio per bene, Luca Campana che, con le sue dichiarazioni “oneste”, forse, permetterà a chi si sente “intellettuale” di ragionare sul fatto che non basta scrivere su un muro “la legge è uguale per tutti”, al contrario è assolutamente necessario in una democrazia che i cittadini, intimamente, ritengano “la legge uguale per tutti”.

I fatto, oggi, dimostrano che siamo lontani da questo.

Ignoto Uno