La verità di Cristo e Pilato

Il contraddittorio sulla verità e sul concetto di verità ha la sua centralità nel dialogare tra Cristo e Pilato nel tempo cristiano e post cristiano. Ma la storia gnosiilogica è greca. Parmenide è l’indagatore di questo mondo assillato che diventerà una fenomenologia dello spirito. Non solo è lo scrutatore del concetto ma del fatto. La verità è un fatto. Ma può diventare certezza? Non potrebbe avere senso, o un senso, la sola speculazione tra il reale e l’impressione del reale se lasciassimo cadere nel crepuscolo la risposta. Ma risposta non c’è soprattutto quando il tramonto degli dei è l’espressione del tragico tra la tragedia stessa e l’ironico dell’aurora che ha l’alba nel meriggio del giorno. Tutto ciò è un fatto o una verità? Ma non si ha la certezza. Il vero per essere tale deve essere certo. Se entrambi i sottosuoli hanno perso le voci è volere del destino. Non so se siamo a Parmenide o a Cristo – Pilato. L’immanente può anche confrontarsi con Epicuro ma alla fine bisogna avere il coraggio di uscire dalla caverna – sottosuolo per cercare la ricerca di un taglio ombra che possa condurci ad un taglio di luce. Qui però la scena occupa la fenomenologia dell’attesa.
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di Pierfranco Bruni