L’antropologo del sentimento. Pierfranco Bruni e la sua anima poetica nella scrittura di Stefania Romito

di Franca De Santis

Il volume prestigioso edito da Passerino editore che Stefania Romito dedica interamente ad una indagine della ricca produzione letteraria del poeta, saggista, scrittore candidato al Nobel per la letteratura 2023. Un lavoro  importante che permette di  godere una profonda esperienza cognitiva nella  scrittura di Pierfranco Bruni. Io ho letto e sto leggendo molto della produzione letteraria di Pierfranco Bruni, e proprio attraverso il libro di Stefania Romito prendo contezza di quanto io abbia ancora da leggere. Pierfranco Bruni è una lettura infinita, la scrittrice Stefania Romitoha operato un miracolo riuscendo a racchiudere in un volume delicato ed essenziale il pensiero pensato e vissuto di questo grande autore. Nella poetica di Pierfranco Bruni emerge, e qui viene catturato molto bene, questo intreccio tra il discorso della finzione e il discorso della non realtà che c’è nella finzione. Il suo creare un’atmosfera e questa atmosfera crea a sua volta il linguaggio che non è soltanto parola. Stefania ha scritto questo libro con l’eleganza e la grazia che la contraddistinguono, e lo ha fatto con grande professionalità dopo una lunga e proficua collaborazione. Quindi attraverso  la sua scrittura pregnante di vita ,agile si giunge a quella appagante e poderosa di Bruni.

Immergersi in questa poetica non è effettivamente un camminare fra versi e rime baciate ma secondo me è un elevarsi alla lirica quale ritmo e musicalità nell’espressione di un mondo interiore che viene posto proprio da questa poetica sollecitando la ricerca dei vari significati insiti in quello che potrebbe essere palesemente immanente. Uno spaziare nel mito e nella storia nelle radici della memoria in un intreccio fra  sentimenti ed estasi ed un raccontarsi e raccontare in testimonianze. Questo è Pierfranco Bruni, questa la sua poetica.

L’antropologo del sentimento, porta in essere un’epifania meravigliata in comunione con un equilibrio riportato in luce oltre la discordanza oscura del vivere e risana, in qualche modo, l’intermittente dimensione del tempo e la direzione di propria appartenenza, ricompone le incertezze di conquista dell’amore e di perdita dell’inquietudine ospitando la metafora quale ritmo della quiete celebrando spazio e tempo scampati alla dimenticanza.

Pierfranco Bruni viaggia nel tempo fra chiaro-scuri di ricordanze , leggere Pierfranco Bruni sotto la luce di un aspetto letterario è molto riduttivo, perché qui si gioca proprio sul concetto di realtà e di una domanda che resta sostanzialmente sempre sospesa , perché abbiamo bisogno di passato , perché abbiamo bisogno di memoria e questo il dato a mio avviso importante che immette Bruni in una letteratura che è tradizione, entra in quella filosofia in cui lo spazio diventa tempo, e i personaggi che incontriamo di volta in volta nei suoi libri si muovono intorno al bisogno di capire questà necessità di passato ma nello stesso tempo il bisogno di recuperare dalla memoria la profezia del futuro.

Pierfranco Bruni fonda la sua dottrina nel respiro sacro e familiare della tenerezza, l’impalpabile sensualità annoda il tessuto evocativo dei luoghi inattesi escludendo il debito della parola alla deviazione del silenzio.

Stefania ha colto quel trasformare la parola per renderla percezione dell’intuizione , quel fondere l’immaginario con lo specchio e la finzione. Un libro che tocca le prime corde per far vibrarne infinite ancora. Un grazie all’autrice per questo dono ai lettori ed un grazie infinito al soggetto-oggetto di questo volume Pierfranco Bruni, destinato, forse suo malgrado non sò, a fare la storia della letteratura dei nostri tempi.