Le sette meraviglie del mondo antico

di Gianluigi Chiaserotti

Spesso, da reminescenze scolastiche, mi tornano in mente quelle che furono le c. d. “Sette meraviglie del mondo secondo gli antichi”.

Vediamole.

Le sette meraviglie del mondo sono delle strutture ed opere architettoniche artistiche (sempre di grandi dimensioni), ma soprattutto  storiche che i Greci e i Romani ritennero i più belli e straordinari artifici dell’intera umanità.

Vengono anche chiamate le sette meraviglie classiche oppure le sette meraviglie antiche per distinguerle dalle sette meraviglie moderne proposte in tempi più recenti.

Anche se erano stati compilati altri elenchi più antichi, la lista canonica deve risalire al III secolo a. C.; infatti, come termine ”post quem”, comprende il Faro di Alessandria, costruito tra il 300 a. C. e il 280 a. C., mentre, come termine ”ante quem, comprende il Colosso di Rodi, crollato per un terremoto nel 226 a. C. 

Tutte costruite più di 2.000 anni fa, furono contemporaneamente visibili solo nel periodo fra il 250 a. C. e il 226 a. C., poiché successivamente andarono via via distrutte per cause diverse.

Solo l’imponente Piramide di Cheope, la più antica di tutte, sopravvive ancora oggi.

Esse erano situate in Egitto, in Grecia, in Asia Minore ed in Mesopotamia (oggi Iraq).  

Tra i testi conservati il più antico che fa riferimento alle sette meraviglie è una poesia di Antipatro di Sidone (170 a. C. – 100 a. C.) (AP IX, 58)  scritta intorno al 140 a. C., che qui riporto:

«Ho posto gli occhi sulle grandi mura
di Babilonia antica, su cui resta
una strada per carri, e sulla statua
di Zeus presso l’Alfeo, ed i giardini
pensili, ed il Colosso del dio Sole,
e il gran lavoro dell’alte piramidi
e di Mausolo la gran tomba; ma
quando io vidi la casa d’Artemide
che sormonta le nubi, perser tutte
codeste meraviglie il lor splendore
e allora dissi: “Invero, mai il Sole
vide una grandezza così ampia”.
»
 

Durante gli anni, numerose varianti della lista sono state redatte, tanto che l’archeologo francese Jean-Pierre Adam (1937- ) ne conta diciannove, pubblicate fra il II ed il XIV secolo.

Alle sette meraviglie è dedicata l’opera intitolata “De septem orbis spectaculis”, erroneamente attribuita a Filone di Bisanzio, ma molto più tarda (probabilmente del V secolo d.C.), che concorda con la lista di Antipatro.

Il Colosso di Rodi fu l’ultima meraviglia a essere costruita e la prima ad andare distrutta, e, considerate le date, tutte le sette meraviglie sarebbero esistite per sessant’anni.

Ma vediamole esattamente.

1) La Piramide di Cheope (Egitto) rappresenta la tomba dell’omonimo faraone. È l’unica delle Sette Meraviglie ancora presente.

2) I Giardini pensili di Babilonia (Mesopotamia) è una meraviglia della quale si contesta l’effettiva esistenza, e si racconta che la regina Semiramide raccogliesse rose fresche durante tutto l’anno;

3) La Statua di Zeus ad Olimpia (Grecia) rappresenta una grandiosa testimonianza di arte religiosa, ed è opera dello scultore greco Fidia;

4) Il Tempio di Artemide ad Efeso (Turchia) fu distrutto due volte: prima per mano di un criminale, e poi per via dell’invasione dei Goti;

5) Il Colosso di Rodi (Grecia) è un’enorme statua bronzea situata molto probabilmente all’ingresso del porto dell’omonima isola;

6) Il Mausoleo di Alicarnasso (Turchia) è un monumentale cenotafio in onore del satrapo Mausolo, che fece costruire la sorella Artemisia, e si trova ad Alicarnasso. Normalmente ed attualmente quando parliamo o scriviamo di una tomba molto importante ed imponente diciamo appunto mausoleo;

7) Il Faro di Alessandria (Egitto) era con tutta probabilità la meraviglia più utile, in quanto rischiarava la via ai mercanti che si approssimavano al porto.

Sono sicuramente l’esempio di dove puo’ arrivare la grandezza costruttiva e celebrativa dell’uomo, ma soprattutto anche il rispetto delle tradizioni che fecero grandi i popoli.