Pierfranco Bruni ne “Il tragico e la bellezza” in dialogo con la letteratura russa

Pierfranco Bruni ne “Il tragico e la bellezza” in dialogo con la letteratura russa. Edizioni Solfanelli
Pierfranco Bruni, in questo saggio di peso che porta già peso, si pone e pone il lettore in un dialogo aperto con la letteratura russa
Porta il peso a bagaglio de “Il sottosuolo dei demoni” (Solfanelli editore) il precedente saggio che si chiude proprio con una riflessione meditazione sugli autori russi, in particolare con Dostoevskij.
Ebbene la bellezza salverà il mondo! Ma qui l’autore ci rimanda a San Paolo e alla figura di Dio in quel senso del tragico che diventa bellezza con la capacità di superare la disperazione.
Quel Dostoevskij catalizzatore di quel percorso in cui il bene e il male sono dentro la visione dell’Inferno dantesco.
Quel Mandel’stam che ci restituisce Omero e quella che noi chiamiamo <<nostra>> classicità, con gli interessi, in forme non contemplate: “Se un greco vedesse i nostri giochi!”
Cesare Pavese che si è confrontato con Dostoevskij e perfino la filosofia nicciana ci ha dovuto fare i conti.
Rosaria Scialpi nella sua prefazione, che lasciatemi dire, non è solita prefazione ma un proprio saggio introduttivo avvia il lettore al pensiero di reciprocità in un luogo di incontro ma mai superamento della letteratura mediterranea, araba e russa.
In ogni caso non è un libro da leggere per colmare le vostre notti insonni perché qui vi troverete a lambiccarvi la mente fra Tradizione, Conservazione e Rivoluzione!
Dice di questo saggio Marilena Cavallo, docente e scrittrice : Pierfranco Bruni, esperto di letteratura comparata affronta il profondo dei temi con la saggezza di chi da molti anni abiti luoghi e linguaggi di personaggi che non hanno mai smesso di essere riferimenti della cultura metafisica . E’ proprio il mosaico metafisico che offre quel sentire esistenziale al tragico e alla bellezza.
Pierfranco Bruni, italianista, scrittore, poeta , indagatore oltre gli schemi dei legami relazionali fra culturale apparentemente distanti. Candidato al Nobel per la letteratura per il 2023.

di Franca De santis